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  •    

  • La rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per l’Invecchiamento (Rete IRCSS Aging) è nata nel 2017 con l’obiettivo di promuovere lo scambio di informazioni, conoscenze, dati, risultati scientifici e personale al fine di attuare le migliori diagnosi e cure e di adottare le migliori pratiche cliniche sviluppate dai singoli IRCSS. Lo scopo è facilitare e velocizzare il trasferimento delle eccellenze con ricadute positive sulla salute dei cittadini, favorendo sperimentazioni cliniche innovative, tra cui quelle di medicina personalizzata (per dare al paziente giusto, al momento giusto, la giusta cura).
    La Rete Aging è l’unica rete sull’invecchiamento in Italia. Consente di mettere a fattor comune le risorse presenti negli IRCCS in termini di competenze scientifiche cliniche, sperimentali e biotecnologiche, di tecnologie avanzate, casistiche, biobanche e registri di malattia, per ottimizzare l’impiego delle risorse per rafforzare la posizione italiana in Europa in termini di ricerca e cura in ambito di invecchiamento.
    Il coordinatore della Rete è la Dr.ssa Fabrizia Lattanzio, Direttore Scientifico dell’INRCA.

    www.reteaging.it

     
     

     

  • L'Europa si trova ad affrontare sfide importanti legate al cambiamento demografico. Si prevede che la percentuale di anziani di età superiore ai 65 anni aumenterà al 28% entro il 2060; nello stesso periodo, la percentuale degli over 80 crescerà al 12%. L'Unione Europea (UE) e l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) stanno lavorando per creare consapevolezza della necessità di ridefinire i sistemi sanitari per affrontare al meglio le nuove sfide della sanità pubblica, ma con una particolare attenzione verso le esigenze delle persone anziane. Il fine ultimo è offrire alle persone anziane la possibilità di vivere più a lungo e in buona salute, senza perdita della funzionalità.

  • Coordinare e promuovere la ricerca in ambito di invecchiamento in Italia e in Europa e di contribuire in modo trasversale alle attività sui temi dell’aging, della multimorbidità, della fragilità, della cronicità e della long term care. Le condizioni più tipicamente associate all’invecchiamento, quali la fragilità, la cronicità, la multimorbilità e la progressiva riduzione dell’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane infatti determinano più di altre la complessità clinica e assistenziale delle persone anziane.
    Contribuire con un importante sforzo di standardizzazione alle definizioni cliniche di multimorbidità e fragilità, che guidino la ricerca biogerontologica e l’individuazione di biomarcatori clinicamente rilevanti.

  • La rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per l’Invecchiamento (Rete IRCSS Aging), attualmente raggruppa 13 istituti di ricerca e cura, accreditati con standard europei, impegnati in settori diversi della salute, ma tutti con un interesse per l’ambito geriatrico e gerontologico:
    1.    IRCCS - Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (INRCA) 
    2.    Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore 
    3.    Casa Sollievo della Sofferenza (CSS) – 
    4.    IRCCS - "Saverio de Bellis" 
    5.    IRCCS Fondazione Don Carlo 
    6.    IRCCS - Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia 
    7.    Fondazione IRCCS - Policlinico San Matteo 
    8.    Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS 
    9.    IRCCS - Istituto Auxologico Italiano 
    10.    IRCCS Istituti Clinici Scientifici Maugeri 
    11.    IRCCS - Istituto Ortopedico Rizzoli 
    12.    IRCCS - Istituto Ortopedico Galeazzi 
    13.    IRCCS - Istituto Ricerche Farmacologiche Mario Negri

  • ROADMAP (RCR 2017-2018)
    La multimorbidità, la progressiva riduzione dell’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane e la fragilità rappresentano le condizioni età-correlate che più di altre determinano la complessità clinica ed assistenziale dell’anziano. Ad oggi, i meccanismi fisiopatologici ed i pathway metabolici che sottendono multimorbidità e fragilità sono solo in parte conosciuti e la disomogeneità delle attuali definizioni cliniche di multimorbidità e fragilità richiede un importante sforzo di standardizzazione che guidi la ricerca biogerontologica e l’individuazione di biomarcatori clinicamente rilevanti. Le interazioni tra multimorbidità e fragilità esercitano un notevole impatto sulla pratica clinica, ad esempio limitando l’applicabilità delle linee guide tradizionalmente basate su un approccio diagnostico-terapeutico orientato alla singola patologia con inevitabile incremento del rischio iatrogeno legato alla politerapia. La rete IRCCS per l’Invecchiamento rappresenta un’opportunità straordinaria per lo sviluppo delle conoscenze sui temi sopra elencati. Questo progetto si è posto pertanto l’obiettivo primario di definire una roadmap della ricerca sul tema dell’invecchiamento e delle sue due manifestazioni principali (fragilità e multimorbidità) all’interno della rete degli IRCCS.

    IRMA (RCR 2019)
    A partire dalle attività di ricerca svolta nel precedente biennio dalla rete IRCCS AGING lo scopo di IRMA era sviluppare alcune tematiche prioritarie individuate nella Roadmap, valorizzando il patrimonio di banche dati e biologiche già disponibile all’interno della rete. Da tale attività si è ottenuta una migliore definizione delle caratteristiche fenotipiche della popolazione anziana, in termini di pattern di multimorbilità, profili di polifarmacoterapia e relativa appropriatezza, condizioni di fragilità. In aggiunta, sono stati eseguiti   studi pilota di sistemi di tecnoassistenza mirati ad una migliore gestione della pandemia Covid-19 e con l’obiettivo di validare il modello proposto in correlazione con le caratteristiche della popolazione di riferimento. Questo quadro generale, che mette a disposizione modelli di fragilità, sarcopenia ed invecchiamento in generale, viene integrato da uno studio mirato all’identificazione e alla caratterizzazione preclinica di nuovi composti chimici a potenziare attività senolitica che potrebbero essere forieri di progressi terapeutici nelle condizioni indicate. Tale patrimonio di conoscenza consente di elaborare degli interventi sempre più personalizzati sui pazienti anziani complessi, che afferiscono agli IRCCS, conciliando gli aspetti relativi all’invecchiamento con le peculiarità delle discipline specialistiche che si ritrovano all’interno della rete

    SIRI (RCR 2020)
    Proseguendo e approfondendo le attività di ricerca svolte nell’ambito dei precedenti progetti della Rete Aging, SIRI si prefigge di valorizzare le sinergie tra i diversi ricercatori coinvolti nella Rete, al fine di acquisire dei risultati originali che possano essere rapidamente implementati a livello del Sistema sanitario Nazionale (SSN) per migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti anziani più complessi. In particolare, sono state approfondite i seguenti tematiche:

    • Caratterizzazione dei meccanismi biologici associati all’invecchiamento ed alla multimorbilità e fragilità: applicazione di possibili strategie d’intervento, al fine di analizzare ed approfondire i meccanismi cellulari ed epigenetici connessi all’invecchiamento ed alla fragilità/multimorbilità ad esso associati e a verificare le potenzialità cliniche dei risultati ottenuti per favorire un invecchiamento in salute
    • Politerapia e multimorbilità: analisi dei database disponibili presso gli IRCCS della Rete Aging, per studiare la prevalenza di multimorbilità e politerapia in differenti popolazioni di pazienti afferenti agli IRCCS, il suo impatto sulla prognosi in pazienti anziani, nonché le potenziali interazioni prognostiche della politerapia con multimorbilità e fragilità utilizzando i database disponibili presso gli IRCCS partecipanti
    • Tecnoassistenza e modelli di real work evidence, al fine di esplorare: l’effettivo utilizzo nella pratica delle tecnologie, i relativi modelli gestionali e protocolli operativi e le specifiche relazioni con le diverse normative regionali; la possibilità di sperimentazioni pilota che utilizzino metodologie diverse e innovative; e la possibilità di utilizzare modelli di ricerca originali di real world evidence per analizzare l’effettiva coerenza delle tecnologie disponibili con i bisogni delle persone che invecchiano e la loro applicazione/efficacia nelle normali condizioni di uso all’interno della pratica reale di comunità e nei servizi esistenti di long-term care

  • La rete cardiologica è il più grande network di ricerca italiano in ambito cardiovascolare, promosso dal Ministero della Salute e costituito nel 2017 per favorire per favorire la cooperazione tra Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) attraverso la realizzazione di una rete di informazione e collaborazione tra IRCCS a indirizzo cardiovascolare e/o impegnati in modo significativo in ambito cardiovascolare (di diritto pubblico e/o privato). Missione della RETE CARDIOLOGICA è quella di agevolare e promuove la ricerca scientifica e tecnologica nel settore delle malattie cardiovascolari e dei relativi fattori di rischio con il fine di migliorare diagnosi, terapie e cura. Gli obiettivi che la Rete si propone di perseguire sono:
    •       Promuovere la ricerca scientifica e tecnologica nel settore delle malattie cardiovascolari e dei relativi fattori di rischio
    •       Favorire la realizzazione di piattaforme di ricerca sperimentale e clinica comuni
    •       Favorire l’ottimizzazione delle cure e l’armonizzazione delle stesse
    •       Favorire la formazione anche definendo nuovi percorsi di carriera

     
     

    https://retecardiologica.it/

     

  • Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in tutto il mondo nell’uomo e nella donna: si stima infatti che esse provochino circa 17,9 milioni di morti ogni anno, pari al 31% di tutti i decessi, principalmente per infarto e ictus. Per ridurre la mortalità per malattie cardiovascolari è necessario intervenire a più livelli nella vita dell’individuo e la prevenzione rappresenta una strategia di cruciale importanza. Favorire politiche in grado di incidere positivamente sul miglioramento di diagnosi, cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari, si tradurrebbe in un miglioramento della qualità di vita del paziente e, nel medio e lungo termine, anche in una significativa riduzione della spesa sanitaria. La gestione di pazienti ad alto rischio cardiovascolare rappresenta ad oggi un modello di lavoro integrato tra specialisti dove lo scambio di informazioni è fondamentale per ottimizzare i risultati terapeutici ed utilizzare in modo razionale e mirato le risorse disponibili

  • L’INRCA è parte attiva della Rete anche tramite i risultati clinici derivanti dall’erogazione di tutte le principali prestazioni connesse alla diagnostica cardiologica clinica e strumentale. In particolare l’ente si occupa dello studio, della cura e della riabilitazione delle principali patologie cardiache, dallo scompenso cardiaco cronico ed acuto, alla patologia ischemica ed aritmica e delle loro complicanze con l’utilizzo di trattamenti farmacologici e tecnologici, specifici ed innovativi. L’INRCA, tra le altre attività di ricerca, studia i biomarcatori precoci di infarto e ischemia cardiaca (microRNA) e delle infiammazioni delle patologie cardiache

  • La Rete Cardiologica svolge attività propedeutiche al conseguimento della propria Missione in ambito cardiologico e pertanto ha l’obiettivo di:

    • promuovere e valorizzare la Ricerca Scientifica in ambito cardiovascolare attraverso il coordinamento di studi e ricerche in grado di contribuire significativamente allo sviluppo tecnologico e delle conoscenze
    • favorire la cooperazione internazionale con organismi di ricerca attraverso la realizzazione di progetti e strategie di intervento comuni
    • individuare partner industriali interessati all’implementazione di attività di ricerca finalizzate alla cura, assistenza e riabilitazione del paziente
    •  individuare bandi e opportunità di finanziamento, pubblico e privato, per il finanziamento di tutte le sue attività
    • sostenere attività di formazione atte a favorire la disseminazione delle conoscenze e ad accrescere la sensibilizzazione e la valorizzazione di tutti gli ambiti relativi alla malattia cardiovascolare avvalendosi della collaborazione con esperti nei diversi settori d’interesse
    • incoraggiare il dibattito all’interno della comunità scientifica attraverso l’organizzazione di tavole rotonde, convegni, studi, eventi, itinerari culturali, pubblicazioni, concorsi e quant’altro si renda necessario alla promozione dello studio delle malattie cardiovascolari e associati fattori di rischio
    • sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi pubblici locali, regionali, nazionali ed internazionali, con qualsiasi manifestazione e con ogni mezzo di informazione, alla difesa della propria salute dalle patologie cardiovascolari e sull’importanza della prevenzione

  • CLINICAL AND IMAGING BIOMARKERS ASSOCIATED WITH PLASMA AND CELLULAR DETERMINANTS OF CARDIOVASCULAR DISEASE AT THE TIME OF COVID-19
    Despite enormous advances in diagnosis and therapy and the associated decrease in mortality, cardiovascular (CV) disease is still the leading cause of mortality in the world today. Among the unmet needs, one of the most important is the definition of better strategies aimed at reducing the incidence of cardiovascular events of acute coronary syndromes. The current pandemic due to 2019 novel coronavirus disease (COVID-19) represents an unprecedented and severe public health problem, burdened with high rates of hospitalization and mortality, as in the case of Northern Italy. It may cause interstitial pneumonia and, in up to 15% of patients, it progresses towards severe acute respiratory syndrome (SARSCoV-2), frequently complicated by acute respiratory distress syndrome (ARDS), and important cardiovascular complications have been suggested. SARS-CoV-2 not only causes viral pneumonia but has major implications for the CV system. Patients with CV risk factors including male sex, advanced age, diabetes, hypertension and obesity, as well as patients with established CV and cerebrovascular disease, have been identified as particularly vulnerable populations with increased morbidity and mortality when suffering from COVID-19. Moreover, a considerable proportion of patients may develop cardiac injury in the context of COVID-19, which portends an increased risk of in-hospital mortality. Acute and chronic cardiovascular complications of pneumonia are common and result from various mechanisms, including relative ischaemia, systemic inflammation, and pathogen-mediated damage. There is, however, only limited published data concerning cardiovascular presentations in the wake of viral epidemics. Data collected during the COVID-19 pandemic have highlighted a number of possible determinants of adverse outcome in COVID-19 patients, in particular with reference to cardio-respiratory complications. Given the enormous burden posed by this infection and the significant adverse prognostic impact of cardiac involvement, in this research program the Cardiology Network willstudy the incidence, mechanisms, clinical presentation and outcomes of CV disease taking into consideration the effect due to the COVID 19 infection. Moreover, the concept of cardiovascular risk profile will be reassessed by the development of innovative investigations and the collection of biological samples and clinical data in subject exposed not only to traditional risk factors but also to negative environmental changes such as the dramatic occurrence of SARSCOV-2 pandemia during 2020

  • Rete delle Neuroscienze e della Riabilitazione (RIN)
    La Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Riabilitazione (RIN), il più grande network di ricerca italiano d’ambito, è stata fondata nel 2017 dal Ministero della Salute per stimolare la collaborazione tra gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), favorire la diffusione delle informazioni sulla attività clinico-scientifica e coordinare azioni di rilevanza internazionale volte ad aumentare il rilievo e la competitività del settore.
    La Rete promuove ed agevola inoltre la ricerca scientifica e tecnologica e le attività di formazione favorendo lo scambio di dati e risultati scientifici, l’accesso a tecnologie complesse e lo sviluppo di progetti comuni per migliorare prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie specifiche (neurologiche, neuro-psichiatriche e patologie connesse) e di trasferire i risultati delle ricerche nella filiera industriale (technology transfer). Alla Rete sono attualmente associati 30 Istituti tra cui l’IRCCS INRCA.
    Ambiti disciplinari
    •    Neurologia dell’adulto
    •    Neurologia del bambino 
    •    Neurochirurgia 
    •    Neuro-riabilitazione 
    •    Neuropsichiatria dell'adulto
     

    www.reteneuroscienze.it

     

     

     

  • Nelle società industrializzate avanzate si è assistito ad un rivolgimento sostanziale delle condizioni di salute dei cittadini. Le malattie neuro-degenerative sono tra le cause più frequenti di morbilità e conseguentemente significativa compromissione della qualità di vita. Le malattie che colpiscono il Sistema Nervoso sono quelle che hanno l’impatto più importante in termini numerici e costituiscono un crescente carico economico per i sistemi sanitari, per le famiglie e per i soggetti che ne sono colpiti. Ad esempio, le demenze sono responsabili del maggior peso della malattia globale, con 50 milioni di persone in tutto il mondo che vivono con il morbo di Alzheimer e disturbi correlati. Solo in Europa, entro il 2050, si stima che i costi totali di assistenza diretta e informale per il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson supereranno i 350 miliardi di euro all'anno. Le malattie neurologiche costituiscono oggi la vera sfida delle nostre società per il benessere delle nostre comunità, che devono fronteggiare le necessità di assistenza e di cura di cittadini affetti da malattie come l’ictus cerebri, il Morbo di Alzheimer, la malattia di Parkinson, la Sclerosi Multipla con il loro fardello di compromissioni psicologiche, motorie e cognitive

  • L’INRCA è parte attiva della Rete anche tramite i risultati clinici derivanti dall’erogazione di tutte le principali prestazioni connesse alla diagnostica neurologica clinica e strumentale, finalizzate in particolare alla cura ed alla riabilitazione delle patologie neurodegenerative e vascolari e delle loro complicanze (malnutrizione, disturbi della continenza, disfagia, disturbi motori e cognitivi), con l’utilizzo di trattamenti farmacologici, psicosociali e tecnologici, specifici ed innovativi
    Le specifiche aree di attività sono: demenze e patologia neurodegenerativa; morbo di Parkinson e parkinsonismi; patologia cerebrovascolare; neurofisiologia clinica; competenze neurologiche generali
    La UOC di Neurologia/ Centro Alzheimer CDCD /Stroke Unit è divenuta un centro regionale di riferimento per quanto concerne la diagnosi precoce e la definizione clinica delle differenti forme di demenza, per la possibilità di eseguire indagini specifiche: indagini di medicina nucleare, indagini su biomarcatori liquorali, testistica di 2° livello ed indagini di genetica molecolare
    Il laboratorio di Analisi del Movimento e Riabilitazione Robotica organizza percorsi riabilitativi personalizzati per ciascun utente

  • Negli IRCCS è condotta attività di ricerca preclinica, clinica e intervento assistenziale di alta specializzazione con un approccio fondato su un continuum traslazionale nel quale il paziente è al centro del processo. La caratterizzazione clinica, strumentale, molecolare e neuropatologica dei pazienti è alla base di studi di patogenesi per il riconoscimento di biomarcatori avanzati per la diagnosi precoce, di target terapeutici e strategie innovative di intervento. Gli avanzamenti ottenuti nella ricerca vengono trasferiti in tempo reale nella pratica clinica (traslazionalità)
    Le priorità di intervento della Rete, di concerto con il Ministero della Salute, sono concentrate su genomica e neuroimaging, strumenti di studio fondamentali per la diagnosi precoce, la caratterizzazione e la stratificazione dei pazienti in endofenotipi e il riconoscimento di fattori di rischio e di marcatori di risposta ai trattamenti, col fine ultimo di un approccio personalizzato al paziente attraverso una medicina di precisione
    Una attività di pari rilevanza è rivolta alla realizzazione di una rete integrata IRCCS per l’erogazione a distanza di trattamenti specifici di neuroriabilitazione motoria e cognitiva, con spostamento del fulcro dell’assistenza sanitaria dall’ospedale al territorio, facilitazione dell’accesso del paziente a prestazioni personalizzate, continuità assistenziale, monitoraggio quantitativo dell’outcome, e sviluppo di percorsi clinici e di ricerca comuni
    Il sostegno agli obiettivi è garantito da investimenti strutturali derivanti da finanziamenti dedicati al network. Recentemente sono stati avviati progetti di rete ispirati ai principi dell’innovazione, dell’integrazione e alla complementarietà degli IRCCS per la crescita del sistema. I risultati scientifici e clinici, a vantaggio della qualità dei servizi erogati per il SSN e della competitività della ricerca sanitaria IRCCS a livello nazionale e internazionale, sono rilevanti

  • Progetto Ricerca Corrente Reti 2021: Istituti Virtuali Nazionali: il network italiano delle malattie neurologiche

    Il progetto si propone di avviare le attività nei due Istituti Virtuali Nazionali (IVN) di recente istituzione: Malattie Cerebrovascolari e Malattie Rare, lavorando all’armonizzazione dei protocolli clinici, di imaging e di laboratorio, come realizzato in dai tre precedenti IVN: Demenze, Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento, e Sclerosi Multipla e Disordini Neuroimmunologici
    Inoltre, durante l’attuale progetto, questi ultimi tre IVN oltre a completare le attività di armonizzazione affronteranno specifici quesiti scientifici/tematiche di rilevante impatto clinico-assistenziale:

    1. L’identificazione dei soggetti a rischio per demenza degenerativa in una fase pre-sintomatica, al fine di definire possibili target terapeutici, e per individuare i soggetti candidati per trattamenti disease modifying
    2. Lo studio su un largo campione di pazienti affetti da Malattia di Parkinson (n=1.600) delle cause genetiche
    3. Contribuire alla crescita complessiva della qualità clinico-assistenziale - sia in termini diagnostici/prognostici che terapeutici - nella sclerosi multipla e nelle malattie neuroimmunologiche
    4. Studio della patogenesi, identificazioni di target terapeutici e biomarcatori innovativi, e sviluppo di terapie sperimentali

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