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  • Cosa e'  

    È una malattia che interessa il cervello, causando la degenerazione e la perdita delle cellule. Si tratta di un processo irreversibile e progressivo che ha un decorso graduale: pensieri e comportamenti subiscono l’effetto della malattia

    L’ Alzheimer causa una perdita di memoria che è molto diversa da quella causata dal normale processo di invecchiamento

  • come si manifesta  

    Il primo sintomo è la perdita della memoria recente, ovvero l’incapacità di ricordare fatti appena accaduti

    Altri sintomi sono:
    Lo stato confusionale (il malato non riesce più a fare le cose di tutti i giorni, come cucinare o ricordare di aver preparato un pasto) 
    Cambiamenti di comportamento
    Perdita di memoria che interessa le attività giornaliere 
    Non riuscire a trovare le parole giuste: sostituzione delle parole semplici con altre illogiche (zuccotto al posto di cappotto, o tabella al posto di tavola) 
    Disorientamento temporale e non riconoscimento dei luoghi familiari (il malato può non sapere dove si trova)
    Perdita o diminuzione della capacità di valutare situazioni (per esempio indossare molte maglie in una giornata calda)
    Declino delle capacità di relazione e comunicazione
    Problemi con i soldi e con i calcoli (per esempio scambiare 1 euro con 100 euro)
    Perdita di oggetti 
    Cambi di umore e di comportamento rapidi e senza ragioni apparenti
    Cambiamento radicale di carattere 
    Perdita d’iniziativa (mancanza d’interesse verso la cura della propria persona, hobby e occupazioni) 

    Se alla perdita di memoria recente si associano altri sintomi è consigliabile parlarne con il proprio medico di famiglia

     

     

  • Vivere con la Malattia  

    Col progredire della patologia l’autonomia del malato si riduce

    La persona affetta da Alzheimer non riesce ad apprendere nuove informazioni, per questo è fondamentale la figura del caregiver che deve seguire alcuni importanti consigli

     

     

  • Visite e Controlli  

    Se si notano uno o più sintomi dell’Alzheimer, il primo passo è andare dal Medico di famiglia e valutare insieme la necessità di verifiche approfondite con uno specialista (Geriatra, Neurologo, Psichiatra). È importante agire subito, sia per predisporre un adeguato intervento terapeutico che per informare e supportare la famiglia.

    È necessario:
    Farsi spiegare tutti gli esami necessari e il percorso da seguire per la diagnosi
    Chiedere materiale informativo
    Farsi spiegare quali cambiamenti sono necessari per rendere la casa più vivibile e sicura
    Chiedere se ci sono organizzazioni o servizi sociali che possono essere d’aiuto

     

  • Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD)

       

    Il medico di medicina generale può chiedere la collaborazione del Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) che garantisce il percorso diagnostico e la presa in carico terapeutica-gestionale dei soggetti affetti da demenza.
    Vengono realizzate azioni di supporto al paziente e ai familiari (counseling e incontri psicoeducazionali con lo psicologo) e di tipo sociale con attivazione dell'Assistente Sociale.
    Il Centro intrattiene rapporti con la rete dei servizi territoriali ed è realizzato con la collaborazione di medici neurologi, neuropsicologi, assistenti sociali e medici geriatri.

    Informarsi per altre sedi per gli infermieri 

    In particolare le attività svolte dal Centro possono essere:
    La realizzazione di una diagnosi adeguata attraverso una diagnostica neuropsicologica e strumentale di primo o secondo livello
    La prescrizione terapeutica della terapia farmacologica e interventi cognitivi/comportamentali sul paziente
    Supporto psicologico ai familiari che assistono le persone affette da demenza
    Interventi psicoeducazionali per i familiari e le persone coinvolte nella presa in carico del paziente con demenza
    Attività informativa e formativa per i familiari degli utenti e per il personale dei servizi della rete

    Il personale coinvolto nel CDCD effettuerà una valutazione multidimensionale, volta ad evidenziare i disturbi cognitivi comportamentali e funzionali del paziente e i bisogni del familiare.

     

banner per il percorso diagnostico

 

  • Assistere il Malato   La figura del caregiver è fondamentale per il paziente affetto da Morbo di Alzheimer. Se ti prendi cura di una persona che soffre di Alzheimer, possono esserti utili questi accorgimenti da adottare nella vita di tutti i giorni

     

  • Consigli generali

    Cerca di mantenere un atteggiamento calmo, positivo e rassicurante
    Non considerare i suoi comportamenti come rivolti contro di te o i familiari
    Non sottolineare errori e problemi
    Utilizza biglietti e promemoria
    Costruisci un ambiente adatto, creando una routine quotidiana ed evitando inutili cambiamenti
    Usa frasi brevi, semplici. Parla lentamente e in positivo, guarda il malato negli occhi
    Non interrompere il malato mentre parla
    Non iniziare la conversazione con una domanda
    Siediti di fronte a lui 
    Evita la confusione, la presenza di troppe persone, televisione accesa o musica quando vuoi comunicare con il malato 
    Trasmetti tranquillità se il malato fa domande ripetitive (per esempio, chiede continuamente che ore sono). La ragione può essere la sua preoccupazione di arrivare tardi al lavoro o a casa. Di conseguenza può essere più efficace continuare a rassicurarlo che non è in ritardo piuttosto che ricordargli continuamente che ore sono
    Quando capisci ciò che il malato vuole dire con qualche difficoltà (per esempio scambiando il termine “coltello” con “martello”), non correggerlo. Se lo correggi continuamente, anticipi le sue parole o parli al suo posto, puoi contribuire ad accelerare la perdita delle sue capacità di parlare. Se non capisci ciò che ti sta dicendo, cerca di indovinare la parola
    Quando il malato è in mezzo a una conversazione con più persone cerca di farlo partecipare il più possibile. Rivolgiti direttamente a lui: rallenta il ritmo delle parole, annuncia il cambiamento di argomento e modera il numero di informazioni 
    Puoi stimolare la conversazione leggendo a voce alta
    Fallo scrivere (per esempio: la lista della spesa, gli indirizzi sulle buste, un promemoria sul calendario, un diario, far copiare brevi testi di suo interesse)
    ?Stimolare il dialogo
    C’è una serie di temi che possono stimolare il dialogo. Questi temi, se non risvegliano emozioni negative, sono ottimi argomenti di conversazione con un malato di Alzheimer. Ricorda comunque che la malattia è progressiva e per questo gli argomenti di cui parlare possono variare nel corso del tempo. Tra questi: 
    La famiglia: è uno dei temi più graditi. Genitori, fratelli e parenti occupano uno spazio più ampio in queste conversazioni. Sfogliare dei vecchi album di famiglia insieme al malato è un ottimo mezzo per provocare ricordi: darà l’opportunità gratificante di prendere la parola. Se il malato parla di parenti deceduti come fossero ancora in vita, è meglio continuare a parlare del parente deceduto “al passato” aumentando così la probabilità che egli stesso si renda conto da solo del suo errore. La stessa tecnica può essere applicata se chiede spontaneamente notizie di parenti deceduti come se fossero vivi. Inoltre, mostrare delle fotografie di famiglia può essere un diversivo (fototerapia) nei momenti di comportamenti disfunzionali 
    Il lavoro: alle donne piace raccontare della gioventù e farsi raccontare che mestiere fanno i figli e parenti. Gli uomini amano parlare del loro lavoro 
    Gli interessi: è uno degli argomenti di conversazione preferiti, anche se il?disinteresse per il proprio hobby è spesso uno dei primi sintomi dell’insorgere della malattia
    Il tempo: è argomento abbastanza impersonale ma spesso apprezzato dal malato
    Il giornale o le riviste: anche se il malato non è più in grado di leggere gli articoli, potrebbe trovare interesse nel commentare le notizie

  • Aiutare la memoria

    Ricordagli ogni tanto cosa sta succedendo e chi sono determinate persone
    Utilizza biglietti e promemoria
    Stabilisci dei punti di riferimento attraverso agende, tabelloni, segnali sulle porte, post-it, calendari (cancellando i giorni uno ad uno), orologi (con il quadrante chiaro e un ticchettio marcato), fotografie (con i nomi scritti sotto), un eventuale registro per i visitatori

  • Regolare il ritmo sonno-veglia

    Può capitare che il malato si alzi di notte e girovaghi per casa dimenticandosi perché si è alzato. Può succedere anche che dopo essere andato in bagno dimentichi di andare a letto, dov’è il letto o che pensi sia ora di fare colazione o di uscire a fare spese. Per questo motivo è bene abituarlo a una routine che renda piacevole andare a dormire ed evitare stimoli eccessivi prima del sonno. 
    Prima di andare a dormire, assicurati che non debba andare in bagno o non abbia sete, caldo, freddo o altri bisogni. Spesso i disturbi del comportamento vengono scatenati da bisogni fisiologici
    Sollecita l’attività fisica ed evita di fargli fare lunghi sonnellini durante il giorno
    Accendi piccole luci notturne per l’orientamento. L’illuminazione della casa deve comunque essere buona, così da non indurlo ad andare a letto perché buio
    Se è comunque insonne, consulta il medico per verificare se ci sono cause organiche o farmacologiche

  • Gestire ansie e paure

    Talvolta la persona è impaurita o in preda all’ansia. Le cause possono essere diverse come allucinazioni, confusione tra passato e presente, deliri, preoccupazioni. Purtroppo non sempre la causa è chiara e questo crea un senso d’impotenza nel caregiver. E’ comunque importante:
    Mantenere un ambiente stabile e orari regolari
    Dare affetto e comprensione al malato, diminuendo la frequenza con la quale i fatti che creano stati d’animo negativi possono ripetersi
    Rassicurare il malato con il contatto fisico: rispondere ai sentimenti che esprime, dimostrare vicinanza
    Cercare di ridurre i possibili motivi di paura
    Cercare di mantenere un’atmosfera serena in casa
    ?Se perde la cognizione del tempo e degli spazi
    Seguire una routine giornaliera può aiutare a ridurre il disorientamento temporale.
    In questo caso:
    Rappresenta graficamente su un foglio i principali momenti della giornata, di tanto in tanto, insieme al malato
    Se ha perso il concetto dell’orologio, usa le attività della giornata per scandire il tempo (per es: “quando abbiamo finito la merenda, ecc…”)
    Se pur essendo già a casa chiede di tornarci col sopraggiungere del buio, utilizza un approccio rassicurante, senza contraddirlo e cerca di distrarre la sua attenzione con altre cose
    Mantieni stabile l’ambiente circostante, mettendo le cose sempre allo stesso modo; 
    Applica disegni o scritte sulle porte per favorire l’orientamento

  • Se si perde

    Spesso il malato esce autonomamente da casa e si perde, a causa dello stato di disorientamento. In questo caso:
    Garantisci frequenti passeggiate in compagnia, per ridurre l’ansia legata alla voglia di uscire;
    Assicurati che abbia qualcosa con cui occupare il tempo. Il vagabondare è?spesso una conseguenza della noia;
    Se la persona non è in grado di fare nessuna attività, lascia in casa un cesto pieno di oggetti. Se sono di suo gradimento li utilizzerà ricordando e simulando precedenti azioni. Questo darà un senso compiuto alla sua manualità e soddisfazione. Osserva gli oggetti più graditi ed eliminane ogni tanto alcuni per aggiungerne di nuovi.
    Assicurati che il malato abbia sempre con sé un documento d’identità o anche un foglietto con l’indirizzo ed il numero di telefono. In alternativa, puoi cucire un’etichetta sugli indumenti con queste informazioni

  • Gestire l'aggressivita'

    Il malato può diventare aggressivo perché è frustrato dal “non capire”, ansioso, pauroso. Spesso succede durante azioni consuetudinarie, come l’igiene personale, il vestirsi e lo svestirsi, l’interruzione nell’esecuzione di un’attività e sostituzione con un’altra, oppure in presenza di dolore e/o malessere. 
    In questo caso:
    sposta o attira l’attenzione della persona su uno stimolo a lui piacevole;
    non insistere, rinviando ad un secondo momento la proposta attraverso un tono di voce dolce e rassicurante;
    riproponigli l’attività anche attraverso altre persone.

    Quando è nervoso o vaga per la casa aprendo cassetti e armadi, spostando oggetti: 
    Mantieni la calma, trasmettendo tranquillità;
    Impegnalo con un oggetto, un fazzoletto, un foglio, una sciarpa, un quaderno;
    Offrigli un bicchier d’acqua oppure un alimento di suo gusto;
    Riduci gli stimoli esterni

    Se un il malato delira (scambia le persone che ha vicino per sconosciuti o è convinto che qualcuno lo perseguiti o voglia fargli del male, si sente in pericolo o abbandonato, crede che estranei vivano a casa sua, non riconosce la sua immagine allo specchio o scambia i personaggi televisivi per presenze reali): 
    elimina tutto ciò che può causare o contribuire all’allucinazione ed al delirio;
    fai attenzione ai messaggi o alle immagini della televisione perché possono turbarlo (soprattutto scene violente, notizie di lutto, momenti di grande tensione).
    non contraddirlo, non negare la sua sensazione ma anzi consolalo, fallo sentire?accolto e verifica sempre il suo stato d’animo senza sminuirlo.
     

  • Se perde oggetti

    Con l’Alzheimer, emerge la tendenza del soggetto a dimenticare dove mette gli oggetti e accusare gli altri di averglieli rubati. In questo caso: 
    Non entrare in conflitto;
    Rassicuralo ed aiutalo a ritrovare ciò che ha perso;
    Non prendere le accuse come un’offesa personale.
    Ricorda dove si trovano gli oggetti e/o dove vengono abitualmente nascosti, riducendo il numero dei possibili nascondigli (guardare anche in posti insoliti come dentro il frigorifero);
    Controlla cestini di carta e sacchetto della spazzatura prima di svuotarli
    Fai duplicati degli oggetti più importanti come chiavi, documenti ecc.
    Assicurati che non abbia accesso ad oggetti di valore

  • La gestione del denaro

    La difficoltà nella gestione del denaro è uno dei primi problemi che si presenta nella demenza. La perdita della memoria e di associazione simbolica del denaro possono indurre la persona a pagare più volte la stessa cosa o non pagare. 
    Per non compromettere il suo orgoglio e l’autostima, possono essere utili alcuni accorgimenti affinché continui a pagare, riducendo al minimo il rischio di errore o di frode:
    Assicurati che abbia sempre con sé una piccola somma di denaro, in base?alle sue esigenze effettive
    Addebita il pagamento di utenze direttamente sul conto corrente bancario
    la gestione del denaro, immagine con un salvadanaio

  • Invalidita' Civile

    Associazioni e Aspetti Medico Legali  

    La diagnosi di malattia di Alzheimer dà diritto al riconoscimento di una percentuale di invalidità civile, in base allo stadio della malattia.
    Attraverso il riconoscimento di invalidità civile si ha diritto: 
    Alle protesi ed agli ausili inerenti la propria minorazione o menomazione (con i limiti?stabiliti nel nomenclatore tariffario) se uguale o superiore al 34%;
    All’esenzione dai ticket sanitari se uguale o superiore al 67%;
    All’assegno ordinario di invalidità (se eguale o superiore al 74%) per le persone da 18?a 65 anni, se non vengono superati i limiti di reddito previsti dalla legge;
    Alla pensione d’invalidità se eguale al 100% per le persone dai 18 ai 65 anni se non?vengono superati i limiti di reddito previsti dalla legge;
    All’indennità di accompagnamento, se ricorrono le condizioni previste.
    L’indennizzo parte dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

    La domanda va presentata per via telematica: il medico certificatore (il proprio medico di famiglia) compila la certificazione medica nel sito dell’INPS e la invia. In seguito il medico dà al cittadino la ricevuta di trasmissione con il numero di certificato e stampa firmata, quest’ultima da esibire durante la visita. ?L’elenco dei medici certificatori accreditati, in possesso di PIN, è pubblicato nel sito INPS. Il cittadino - anche lui con l’ausilio del PIN - compila la domanda online inserendo il numero di certificato entro 90 giorni. Anche in questo caso ci sarà una ricevuta e poi sarà la stessa INPS poi a trasmettere la domanda alla ASL di competenza. Per compilare la domanda si può fare ricorso a Patronati, Associazioni di categoria e altri soggetti abilitati

     

  • La Ricerca  

    Il progetto di Ricerca “UP-TECH”
    L’Alzheimer è oggi tra le patologie a maggior incidenza sociale per decorso e caratteristiche cliniche. Per quanto riguarda le strategie di cura, circa il 96% delle persone colpite da demenza vede risolte entro le mura domestiche tutte le proprie esigenze. Il caregiver di un malato con demenza dedica al lavoro di cura da 69 a 100 ore settimanali, mentre riserva alle proprie esigenze personali meno di un’ora al giorno. Le conseguenze di questo impegno non sono trascurabili; i caregiver di pazienti dementi effettuano il 46% in più di visite mediche, il 70% in più di consumo di farmaci, una maggior frequenza di ospedalizzazione e soffrono il 50% in più di depressione.
    In quest’ottica si colloca il progetto di Ricerca “UP-TECH”, di cui la Regione Marche è titolare in collaborazione con l’INRCA.?Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Fondo Nazionale Non Autosufficienza del 2010 - mira ad innovare l’intervento assistenziale nel caso di patologie neuro-degenerative, quali appunto la malattia di Alzheimer.?Consiste nell’applicazione di metodologie e tecnologie innovative volte a migliorare?l’efficacia e l’efficienza dei processi assistenziali per l’anziano affetto da Malattia di?Alzheimer e di conseguenza le condizioni di vita del suo caregiver. Il progetto non mira alla gestione di una specifica patologia, ma a supportare le persone interamente, in considerazione sia i bisogni di tipo sanitario che sociale-relazionale.

    Obiettivi principali
    Migliorare la qualità di vita dei caregiver familiari di persone affette da Malattia di Alzheimer
    Promuovere la permanenza a domicilio dei malati

    Obiettivi secondari
    Definire il profilo assistenziale complessivo e le modalità di accesso alle prestazioni?sociali e sanitarie per il paziente ed il suo caregiver
    Garantire la continuità dell’assistenza e l’integrazione dei percorsi di cura
    Creazione di un sistema informativo di governo e gestionale specifico
    Valutare il consumo di risorse socio-sanitarie da parte dei pazienti con Alzheimer
     

    Il Centro di Neurobiologia dell’Invecchiamento
    Il centro si propone di svolgere attività di ricerca, sviluppare attività di formazione e promuovere la divulgazione.?
    Attività di ricerca?Le attività di ricerca sperimentale e applicata nel campo delle Neuroscienze spaziano dallo studio delle basi cellulari e molecolari del sistema nervoso all’analisi delle funzioni integrative e dell’attività mentale in condizioni normali o patologiche.  Il Centro svolge le ricerche con un approccio interdisciplinare che integra l'attività di studio e le diverse competenze dei laboratori, favorisce la collaborazione scientifica, la circolazione delle idee e il migliore sfruttamento delle risorse umane e materiali.  Sono sviluppate tre aree tematiche principali: 
    1.Neurobiologica. Comprende la ricerca di base e la ricerca applicata di ambito cellulare e molecolare. Studia le modificazioni molecolari, sinaptiche e funzionali che occorrono nel cervello durante l’invecchiamento e i meccanismi di plasticità, sinaptica e sistemica; 

    2. Fisiopatologica. Comprende la ricerca finalizzata alla definizione delle alterazioni che caratterizzano le malattie del cervello correlate all’invecchiamento e l’applicazione dei principi e dei metodi della medicina rigenerativa alle specifiche problematiche dell’invecchiamento.

    3. xxxxxxxx della Prevenzione. E’ strettamente correlata alle due precedenti e mira a definire le procedure atte a favorire i meccanismi plastici adattativi capaci di rallentare meccanismi che contribuiscono al processo d’invecchiamento cerebrale e a ridurre i fattori che favoriscono questo processo.?

    Attività di formazione e informazione
    ?Il Centro promuove e sviluppa attività di formazione superiore, organizza seminari e congressi scientifici e promuove lo scambio culturale con altri centri di ricerca nazionali ed internazionali. In questo ambito possono essere svolte attività di formazione e avviamento alla ricerca.?

    Attività di divulgazione?
    Sono dirette a informare e sensibilizzare gli abitanti della Regione Marche 
    sui problemi inerenti lo studio del sistema nervoso e dei processi mentali dell’invecchiamento. 
    sulla prevenzione, diagnosi e la cura delle patologie associate all’invecchiamento mediante iniziative dirette al pubblico.

    Per approfondire ...
    Ricerche del Centro di Neurobiologia dell’Invecchiamento sull’Alzheimer:
    Un nuovo modello murino per la malattia di Alzheimer: caratterizzazione cognitiva, funzionale e morfologica di un topo congenico derivato dal Tg2576 (C.B6/J-APPswe)
    Responsabile del progetto Dott.ssa Marta Balietti con il coinvolgimento di Fiorenzo Conti, Tiziana Casoli, Belinda Giorgetti, Moreno Solazzi. 

    Ruolo delle mutazioni del DNA mitocondriale nella patogenesi della malattia di Alzheimer. Progetto di Ricerca Corrente 2013-2015.
    Responsabile del progetto Dott.ssa Tiziana Casoli con il coinvolgimento di Fiorenzo Conti, Patrizia Fattoretti, Marta Balietti, Belinda Giorgetti


    Bibliografia
    “Alzheimer senza paura” Manuale di aiuto per i familiari: perché parlare, come?parlare” - Pietro Vigorelli Ed. Rizzoli 2008
    Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili scaricabile dal sito www.agenziaentrate.?gov.it;
    “Il malato di morbo di Alzheimer: aspetti legali e burocratici” a cura di Alessandra?Costanza, Ed. SEEd anno 2008;
    “La vita con un malato di Alzheimer” a cura di Daniela Ciacci - Associazione Alzheimer?Marche;
    Mia nonna è diversa dalle altre” di Mercè Arànega, versione italiana a cura di Patrizia? Spadin - edito da AIMA Nazionale;
    “Non so cosa avrei fatto oggi senza di te” manuale per i familiari delle persone affette?da demenza - Regione Emilia Romagna;
    Sito AIMA Pesaro: www.aimapesaro.com/INFORMAZIONI_1.htm;
    Sito www.alzheimeritalia.it
    L.P. De Vreese, La Demenza nell’anziano: dalla diagnosi alla gestione. UTET (Torino)
    D. Gauvreau, M. Gendron. Pythagora Press (Milano) Domande e risposte sulla Malattia di Alzheimer

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