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  • Cosa e'  

    Fibrillazione Atriale
    Si tratta di un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) che ha origine dagli atri (cavità superiori del cuore) ed è innescata da impulsi elettrici provenienti da cellule muscolari del miocardio. In caso di fibrillazione atriale il battito del cuore diventa irregolare rispetto al suo normale funzionamento e aumenta il rischio trombo embolico.
    Di solito la fibrillazione atriale si manifesta quando ci sono cardiopatie strutturali (cardiopatia ipertensiva, cardiopatia ischemica, cardiopatie valvolari, esiti di interventi cardiochirurgici) o condizioni che possano favorirne la comparsa, come per esempio l’ipertiroidismo. In alcuni casi (meno del 30%) la fibrillazione atriale si presenta anche senza una patologia cardiaca nota o rilevabile (fibrillazione isolata). 
    Colpisce lo 0,5 -1% della popolazione. Il rischio di svilupparla aumenta considerevolmente con l'età (8-10% oltre gli 80 anni) e gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne.

    Ipertensione arteriosa (pressione alta)
    È definita da valori di pressione sistolica (massima) ≥140 mmHg o diastolica (minima) ≥90 mmHg. Questi parametri rappresentano uno standard basato sul risultato di studi clinici in cui i pazienti con tali valori hanno tratto un beneficio dalla riduzione della pressione grazie al trattamento. La classificazione è valida per soggetti giovani, adulti ed anziani, mentre nei bambini e adolescenti sono adottati criteri diversi, basati sui percentili. Il rischio di sviluppare malattie dei vasi (arteriopatia), del cuore (cardiopatia), dell’encefalo (ictus e demenze) e del rene (insufficienza renale) cresce con l'aumentare dei valori di pressione arteriosa.

    Ipertensione polmonare
    Può racchiudere una grande quantità di patologie di origini diverse. La caratteristica principale è il restringimento del lume vascolare dei rami dell’arteria polmonare che porta progressivamente verso uno scompenso cardiaco.
    L’Ipertensione arteriosa polmonare è data dalla pressione eccessiva del sangue dei vasi polmonari. E’ una patologia primitiva, cioè non conseguente a concause come altre patologie del cuore, patologie polmonari e forme di ipertensione polmonare croniche tromboemboliche.
    La diagnosi va fatta con il cateterismo cardiaco destro, cioè l’introduzione, attraverso vene di grosso calibro, di un catetere particolare che misura le pressioni all’interno delle camere cardiache e nei vasi polmonari. Si tratta di una procedura invasiva che deve essere eseguita da personale esperto.

    L’Infarto miocardico acuto (IMA)
    E’ una patologia caratterizzata dalla morte (necrosi) di gruppi di cellule del tessuto cardiaco (miociti) che può causare danni permanenti al cuore. La necrosi può avvenire per mancanza di sangue (ischemia) prolungata, dovuta a uno squilibrio fra richiesta e offerta di ossigeno. Questo avviene di solito a seguito dell’occlusione di una coronaria, causata da un trombo. Se l'ostruzione coronarica conduce all'arresto totale del flusso sanguigno nel territorio irrorato dall'arteria interessata, l'infarto è denominato STEMI (ST elevation myocardial infarction). Se invece l'occlusione della coronaria è parziale o transitoria, l'evento è definito NSTEMI (Non-ST elevation myocardial infarction).
    Il cuore spinge il sangue verso tutti gli organi del nostro organismo, al fine di portare quei nutrienti in grado di mantenerli in vita e preservarne la funzione. 

    Scompenso cardiaco cronico
    È una patologia che si manifesta quando la funzione di pompa del cuore viene meno e il sangue tende perciò a ristagnare nei polmoni, nell’addome e nelle gambe. Questo malfunzionamento può essere dovuto a:
    - infarto
    - infezione
    - infiammazione
    - ipertensione arteriosa cronica non adeguatamente controllata
    - malattia delle valvole
    - aritmie
    - abuso di alcool
    - terapie antitumorali 
    - invecchiamento del cuore stesso (cardiopatia degenerativa)

    Sincope 
    È la perdita totale di coscienza ed è talvolta accompagnata dalla lipotimia, che è la perdita transitoria di coscienza. Queste due condizioni possono avvenire, oltre che per cause neurologiche, anche per cause cardiologiche. In questo caso è necessario l’impianto di pacemaker. Altre volte sincope e lipotimia possono essere secondarie a gravi aritmie che mettono a rischio la vita stessa dei pazienti, in particolare se presentano una dilatazione a seguito di un infarto del ventricolo sinistro. In questo caso è necessario l’uso di un defribillatore che funge da “salva vita”

  • Come si Manifesta  

    Ipertensione arteriosa
    Generalmente è priva di sintomi. 
    In alcune occasioni può essere accompagnata da: 

    • cefalea, a volte pulsante e più spesso al mattino al risveglio
    • facile affaticabilità 
    • dispnea da sforzo (respirazione sofferente alterata per ritmo e frequenza)
    • epistassi (sangue dal naso)
    • disturbi visivi
    • scotomi (chiazze scure o scintillanti all’interno del campo visivo)
    • mosche volanti (punti luminosi in movimento che disturbano la vista)
    • acufeni (fischi o ronzii alle orecchie)

    Nei mesi ed anni precedenti una vera e propria malattia come l’ictus o l’infarto, la pressione produce un danno agli organi e apparati. Ci sono condizioni cliniche in cui è previsto l’inizio di una terapia farmacologica anche con valori che non rientrano nel range dell’ipertensione arteriosa. Una pressione pari o superiore a 140 mm Hg per quanto riguarda la “massima” o pari o superiore a 90 mm Hg per la “minima” richiede infatti un intervento terapeutico.

    Fibrillazione atriale 
    È spesso associata a sintomi come:

    • palpitazioni 
    • dispnea (respirazione difficoltosa)
    • debolezza 
    • facile affaticabilità 
    • sincope o un dolore toracico (raramente)
    • In alcuni casi può avvenire in modo totalmente asintomatico oppure anche se sono presenti sintomi, questi non vengono riconosciuti dal paziente, che si limita ad adeguare il proprio stile di vita

    In base alla modalità di presentazione la fibrillazione atriale viene classificata in 3 principali forme:

    1. Parossistica: quando gli episodi si presentano e si risolvono spontaneamente in un tempo inferiore a una settimana; 
    2. Persistente: quando l'episodio aritmico non si interrompe spontaneamente, ma solo a seguito di interventi terapeutici da parte dei sanitari; 
    3. Permanente: quando gli interventi terapeutici si sono dimostrati inefficaci oppure non si ritiene opportuno effettuare un tentativo di cardioversione (somministrazione di farmaci o erogazione di impulsi elettrici).

    Ipertensione polmonare 
    Tra i sintomi iniziali ci sono:

    • dispnea
    • sincope
    • angina (Dolore toracico)
    • ridotta tolleranza allo sforzo

    Infarto miocardico acuto 

    • Il dolore toracico è il sintomo più frequente ed è solitamente localizzato nella regione dietro allo sterno. Tende a propagarsi verso la spalla e l'arto superiore sinistro, benché sia possibile l'irradiazione cervicale o alla scapola sinistra
    • Nel caso di infarto miocardico di tipo inferiore (o «diaframmatico») il dolore insorge all'epigastrio (la cosiddetta “bocca dello stomaco”) e può essere confuso con un dolore all'addome o allo stomaco
    • Meno frequenti sono l'irradiazione del dolore alla mandibola, ai gomiti e ai polsi
    • Spesso si riscontrano ipertensione e tachicardia durante l’infarto anteriore o laterale e un' ipotensione associata a una diminuzione della frequenza delle pulsazione del cuore (bradicardia) in quelli inferiori
    • In presenza di segni di insufficienza cardiaca o di scompenso come in un terzo dei pazienti, il soggetto lamenta dispnea
    • Nei pazienti più anziani possono presentarsi segni di ipossia cerebrale (carenza di ossigeno) associati a disorientamento e confusione mentale

    Scompenso cardiaco cronico
    Quando si ha un’evoluzione graduale della malattia cardiaca il cuore mette in atto dei meccanismi per mantenere in equilibrio il flusso di sangue ai tessuti ed il paziente si trova in uno stato di scompenso cardiaco cronico. Nelle fasi avanzate dello scompenso i liquidi cominciano ad accumularsi nel fegato e nell’apparato gastroenterico e compaiono:

    • inappetenza
    • nausea
    • anoressia
    • perdita di peso

    In questa fase il paziente non riesce più a svolgere le normali attività quotidiane e la conseguenza di un ulteriore peggioramento dello scompenso cardiaco cronico è lo scompenso cardiaco acuto.

    Sincope 
    Il sintomo principale è la perdita di coscienza totale o parziale. Si manifesta improvvisamente ed è spesso accompagnata da prodromi definiti neuro-vegetativi (sudorazione fredda, capogiro, nausea, vomito, perdita di feci e urine)

     

  • Vivere con la Malattia  

    La fibrillazione atriale
    le raccomandazioni, ampiamente condivise dagli studiosi, sulla scelta terapeutica, si basano sull’alternativa tra:

    • Il controllo del ritmo (cioè il recupero e il mantenimento del ritmo sinusale, mediante farmaci antiaritmici o mediante la procedura di ablazione trans catetere)
    • Il controllo della frequenza cardiaca con farmaci che regolano la conduzione degli stimoli atriali ai ventricoli

    In entrambi i casi, seguendo le appropriate terapie ed effettuando i regolari controlli specialistici, il paziente può tranquillamente convivere con la patologia.

    Ipertensione arteriosa 
    Un adeguato stile di vita aiuta nella prevenzione e nel trattamento dell’ipertensione arteriosa e per ritardare l’inizio della terapia farmacologica in pazienti ad alto rischio. 
    Le modifiche dello stile di vita contribuiscono anche al controllo di altri fattori di rischio cardiovascolare e al trattamento di patologie eventualmente associate. 
    Gli interventi che si sono dimostrati in grado di ridurre i valori di pressione arteriosa sono:

    • ridurre il sale
    • limitare l’alcool
    • mangiare grandi quantità di frutta e verdura
    • seguire una dieta a basso contenuto di grassi o altri tipi di dieta
    • ridurre il peso corporeo 
    • fare esercizio fisico regolare
    • eliminare il fumo di sigaretta perché può aumentare la pressione arteriosa

    Quando il cambiamento degli stili di vita non risulta sufficiente a ridurre i valori pressori è necessario ricorrere alla terapia farmacologica. Personalizzando il trattamento ad ogni paziente è possibile garantire una ottima qualità di vita, limitando o annullando gli effetti collaterali.

    Ipertensione polmonare 
    È una malattia cronica e in base alla tipologia si prevede un trattamento particolare con farmaci specifici che possono contenere o alleviare i sintomi, ma non bloccano in maniera irreversibile la patologia.
    L’ampio utilizzo delle tecniche di rivascolarizzazione percutanea delle coronarie (PTCA) e i progressi della terapia farmacologica hanno consentito negli ultimi anni una riduzione della mortalità legata all’Infarto miocardico acuto (attualmente inferiore al 10%) e il ritorno ad una vita “normale” dopo la malattia nella maggior parte dei casi. 
    Ovviamente in caso di un infarto esteso il paziente non potrà più essere sottoposto a grandi sforzi fisici perché il cuore presenterà una riduzione della sua funzione di pompa.

    Scompenso cardiaco cronico 
    E’ importante imparare a convivere con la malattia e, a seconda della sua gravità, con le limitazioni funzionali che essa comporta.
    E’ utile seguire alcune norme igieniche e di comportamento generale in maniera tale da evitare l’eccessiva ritenzione di liquidi e ridurre il rischio di un nuovo ricovero.
    Ne riportiamo di seguito alcune: 

    • Pesarsi ogni mattina: un aumento di peso improvviso non è correlato ad un aumento del cibo e quindi ad un aumento della massa grassa e può essere dovuto all’accumulo di liquidi
    • Regolare l’assunzione di liquidi: l’apporto di liquidi deve essere controllato e bisognerebbe assumere un massimo di 1,5-2 l al giorno di acqua. È importante perciò controllare il rapporto tra liquidi assunti e quelli persi con le urine, che dovrebbero equivalersi
    • Misurare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca
    • Ridurre l’apporto di sale in quanto responsabile di un accumulo di acqua e sovraccarico del cuore
    • Ridurre l’assunzione di alcool e, se la causa della patologia cardiaca è proprio l’alcool, abolirne l’assunzione (è consigliabile un bicchiere di vino rosso ai pasti)
    • Smettere di fumare o abolire il fumo passivo: il fumo peggiora la funzione cardiaca e polmonare
    • Regolare l’attività fisica
    • Gestire l’attività sessuale: non esistono controindicazioni salvo se causa stress eccessivo. In caso ci sia la necessità di assumere farmaci specifici consultare il medico
    • Vaccinarsi contro l’influenza e la polmonite pneumococcica: l’infezione peggiora lo scompenso cardiaco
    • Assumere con regolarità e precisione la terapia medica prescritta dal cardiologo, rispettando il dosaggio e l’orario di assunzione delle compresse


    Sincope 
    una volta identificate le cause della malattia e impiantati i dispositivi (pacemaker, elettrocateteri, defibrillatori), il paziente dovrà convivere con questi

     

  • Visite e Controlli  

    Fibrillazione atriale 
    Spesso è secondaria all'ipertensione arteriosa o ad altre cardiopatie: è necessario effettuare dei controlli regolari del profilo pressorio ed impostare un corretto iter terapeutico delle cardiopatie, qualora presenti, affidandosi al Cardiologo, per prevenire le ricorrenze dell'aritmia.
    Per prevenire complicanze di natura trombo-embolica molti pazienti affetti da fibrillazione atriale assumono una terapia anticoagulante a base di Warfarin (TAO) oppure mediante i nuovi farmaci anticoagulanti orali (DOAc). In entrambi i casi sarebbe auspicabile che il paziente sia seguito da un Centro per la Sorveglianza della Terapia Anticoagulante (presente anche presso la sede INRCA di Ancona), che provvede ad eseguire i corretti controlli ematochimici e clinici. 

    Ipertensione arteriosa
    Per un’efficace gestione è indispensabile un approccio multidisciplinare. Questo significa che occorre coinvolgere diversi specialisti: il Medico di Medicina Generale che deve prendersi cura della maggior parte dei pazienti ipertesi; medici in varie aree sulla base della natura dell’ipertensione e della difficoltà posta dal suo trattamento; infermieri specificatamente addestrati a seguire da vicino i pazienti nel corso del trattamento e farmacisti che devono gestire le prescrizioni del medico, affrontare direttamente i problemi dei pazienti e rispondere alle loro domande. Si consiglia comunque di effettuare: 

    • Esami di laboratorio: per valutare la presenza di fattori di rischio aggiuntivi, ricercare l’ipertensione secondaria e la presenza di danno d’organo
    • Esami strumentali: 
    • elettrocardiogramma a 12 derivazioni può essere parte degli esami di routine di tutti i soggetti ipertesi
    • ecocardiogramma consente una migliore definizione del danno d’organo, in particolare nell’ipertrofia ventricolare sinistra
    • ecodoppler carotideo può indicare in anticipo il rischio di ictus e di infarto miocardico
    • esame del fondo dell’occhio consente una immediata valutazione della retinopatia ipertensiva

    Ipertensione polmonare 
    Si consiglia di effettuare:
    - visite cardiologiche semestrali 
    - esami ematochimici
    - test di marcia di 6 minuti per valutare la resistenza allo sforzo 
    - breve ricovero in regime di Day Hospital per esecuzione di cateterismo cardiaco destro (se necessario)

    Infarto miocardico acuto 
    Dopo la dimissione vengono programmate delle visite cardiologiche periodiche e, se le condizioni lo permettono, il paziente viene inserito in un percorso di riabilitazione cardiologica. Questo è fondamentale per riacquistare una buona qualità di vita e per il miglioramento della prognosi.

    Scompenso cardiaco cronico 
    Se i sintomi continuano nonostante le terapie, è utile svolgere una visita cardiologica: sarà poi il cardiologo a decidere se fare ulteriori accertamenti.
    Nel campo dello scompenso cardiaco cronico il reparto di Cardiologia-UTIC-Centro di Telemedicina dell’INRCA ha realizzato numerose iniziative. Con la collaborazione delle associazioni “Cuore Vivo” e AdriHealthMob Aicare COOSS Marche, sono stati intrapresi diversi programmi di monitoraggio dei pazienti residenti a domicilio o in struttura. A loro sono stati assegnati kit per la misurazione giornaliera dei parametri vitali, con l’intervento settimanale di un infermiere per l’esecuzione dell’ECG. 
    Un progetto su questa linea è stato inoltre portato a termine in collaborazione con il comune di Castelfidardo (programma “Castelcuore”).

    Sincope
    Si effettuano visite cardiologiche e controlli dei dispositivi impiantati (pacemaker, elettrocateteri, defibrillatori). Le visite devono essere fatte da parte di personale medico qualificato nel settore dell’elettrostimolazione con strumentazione dedicata sofisticata e con l’ausilio di figure professionali come ingegneri biomedici

     

  • Assistere il Malato  

    Fibrillazione atriale 
    L’assistenza può essere difficile, soprattutto nei casi in cui il malato soffre di crisi aritmiche occasionali, che non sempre si riescono a documentare. Accade spesso che, una volta giunti in Pronto Soccorso, le crisi siano già rientrate spontaneamente.
    Per questo si sono sviluppate sempre più le tecniche di Telemedicina e Teleassistenza domiciliare. 

    Ipertensione arteriosa
    Il soggetto iperteso non presenta particolari limitazioni nelle sue attività quotidiane. Va incoraggiato al cambiamento dello stile di vita: a seguire una regolare attività fisica e una dieta iposodica e ipolipidica (ridurre sale e grassi). Inoltre, è consigliato ridurre il peso corporeo per chi è in sovrappeso e smettere di fumare. 

    Ipertensione polmonare 
    E’ fondamentale fare attenzione agli effetti collaterali dei farmaci. I malati possono presentare ricadute e peggiorare, avere difficoltà nell’eseguire anche le semplici attività quotidiane e presentare anche turbe psichiche depressive. 

    Infarto miocardico acuto 
    Il caregiver deve prestare soprattutto un supporto psicologico: spronare l’assistito a prendere correttamente i farmaci prescritti, incoraggiarlo a non abbandonare la riabilitazione, convincerlo a smettere di fumare e invitarlo a seguire una dieta corretta.

    Scompenso cardiaco cronico
    Al caregiver si consiglia di seguire i suggerimenti contenuti nella sezione “Vivere la malattia”. 

    Sincope
    Non è richiesta particolare assistenza al paziente sottoposto a impianto di un dispositivo (pacemaker, elettrocateteri, defibrillatori).
    Nel caso di anziani è necessaria particolare attenzione, specialmente nei primi 3 mesi dopo l’impianto. In questa fase, infatti, muovendo bruscamente le braccia e contraendo il muscolo pettorale, si possono spostare involontariamente gli elettrocateteri posizionati all’interno del cuore durante l’intervento. Questi devono invece restare fermi fino allo svilupparsi di una fibrosi intorno alla punta che garantisce il definitivo ancoraggio

  • Associazioni e Aspetti Medico Legali  

    Nei soggetti sovrappeso, in cui si sospetti una concomitante sindrome delle apnee notturne, è consigliata un’attenta definizione della problematica che, se presente, richiede l’uso di un ventilatore domiciliare. 

    Il mancato trattamento prevede restrizioni nell’utilizzo della patente di guida.

    Quando è necessario un dispositivo impiantabile, come nel caso di una Sincope, il paziente viene informato su potenziali rischi e benefici legati alla procedura. Può comunque rifiutarsi di sottoporsi all’intervento, anche se così facendo metterebbe la propria vita in pericolo. 

    Associazioni

    “Cuore Vivo Onlus” 
    Via della Montagnola, 81 60131 Ancona 
    Tel: 071 800 3374 (Martedì e Giovedì 9:30-12:00) • e-mail: info@cuorevivo.org

    Per ciò che riguarda l’Ipertensione arteriosa, sono attive diverse associazioni in campo nazionale e internazionale come: 
    SIIA - Società Italiana Ipertensione Arteriosa
    Società Europea dell’Ipertensione (European Society of Hypertension) 
    International Society of Hypertension

     

  • La Ricerca  

    Le società scientifiche e le aziende farmaceutiche produttrici di farmaci antiipertensivi sponsorizzano studi clinici randomizzati, volti a definire sia aspetti diagnostici che terapeutici (studi genetici o che impiegano tecnologie della comunicazione per favorire l’aderenza alle prescrizioni).

    Per ciò che riguarda l’Ipertensione polmonare, l’INRCA sta attualmente lavorando allo studio Victoria con la clinica di Cardiologia. Lo studio prevede il trattamento con vericiguat (agonista del recettore sGC, appartenente alla categoria di farmaci approvati nel trattamento dell’ipertensione polmonare) nei pazienti con severa disfunzione ventricolare sinistra

    Da molti anni l’unità operativa di Cardiologia/UTIC/Telecardiologia partecipa a studi multicentrici nazionali ed internazionali che coinvolgono pazienti affetti da Infarto miocardico acuto. Attualmente sono in corso ATPCI e POSTER, mentre nel recente passato Elderly ed Elderly II si sono proposti di cercare la miglior cura dell’infarto nel paziente anziano

    Per ciò che riguarda la Sincope, è appena iniziato un progetto di ricerca in collaborazione con i neurologi per identificare fasi silenti di fibrillazione atriale in pazienti con elevato rischio cardioembolico (CHADVASC score >2 ) in ritmo sinusale, colpiti da ictus criptogenico senza storia apparente di fibrillazione. Questi pazienti saranno sottoposti ad impianto di loop-recorder (una sorta di ECG Holter connesso per via telemetrica online) che identifica fasi di fibrillazione atriale, consentendo cosi l’opportuno cambio terapeutico

     

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