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Linee di Ricerca 2009 2011  print this page

Linea 1.
Biogerontologia: determinanti cellulari, molecolari e genetici di invecchiamento, longevità e patologie età-associate.

Responsabile: Dr Mauro Provinciali
Obiettivi

  1. Aspetti genetico-molecolari e cellulari (identificazione di marcatori per lo studio dei meccanismi di invecchiamento e longevità
  2. Cellule staminali e invecchiamento (identificazione e caratterizzazione biomolecolare delle alterazioni età-correlate a livello delle cellule progenitrici; utilizzo di cellule staminali in modelli preclinici)
  3. Invecchiamento e patologie (identificazione dei determinanti biologici coinvolti nella patogenesi e progressione delle patologie età-associate)

Descrizione
Il progressivo incremento della popolazione anziana, conseguente al significativo aumento della vita media, pone in primo piano l’esigenza di assicurare un invecchiamento di successo, incidendo preventivamente ed ottimizzando gli strumenti diagnostici e terapeutici delle sue principali patologie croniche. In questi ultimi anni, il sequenziamento del genoma umano e la caratterizzazione di alcune malattie a livello di geni specifici, ottenuti attraverso le moderne tecnologie di biologia molecolare, hanno portato alla scoperta di nuovi approcci diagnostici e strategie terapeutiche innovative che contrassegnano una nuova era nel trattamento medico. Le nuove acquisizioni sui meccanismi molecolari delle patologie svolgono particolare rilevanza nelle malattie associate all’invecchiamento nelle quali fattori di rischio genetici sono associati ed influenzati da fattori ambientali, quali lo stile di vita, le abitudini alimentari e gli aspetti psicologici. Infatti, una delle più interessanti ed innovative ipotesi nel campo della ricerca biogerontologica è che l'invecchiamento e la longevità umana siano, almeno in parte, geneticamente controllati e che il ruolo dei geni coinvolti in questo controllo sia probabilmente quello di essere protettivi nei confronti delle principali malattie età-correlate, che costituiscono la principale causa di morbilità e mortalità nei paesi industrializzati. D’altro canto, l'individuazione di tali geni potrebbe contribuire ad identificare i geni predisponenti verso le malattie età-associate, consentendo così di neutralizzare gli effetti deleteri e nocivi di tali geni, fornendo indicazione sugli obiettivi verso cui devono tendere metodi preventivi o terapeutici che possano definirsi realmente innovativi. Accanto ai fattori genetici, il pensiero attuale ritiene che l’invecchiamento sia in gran parte da considerarsi come un complesso rimodellamento dei sistemi biologici che avviene mediante un continuo adattamento ai molteplici fattori interni od esterni capaci di provocare un danno all’organismo. Tale plasticità sembra essere soprattutto dipendente dalla efficienza delle interrelazioni fra i sistemi neuroendocrino ed immunologico, e dalla variazione individuale della performance di tali connessioni potrebbero dipendere le modalità con cui l’organismo invecchia e, di conseguenza, la suscettibilità alle patologie associate alla senescenza.

L’attività della linea di ricerca è focalizzata ad approfondire i meccanismi biologici che caratterizzano il processo dell’invecchiamento ed identificare marcatori genetico-molecolari e cellulari di invecchiamento e longevità, al fine prolungare la durata di vita in salute e fornire meccanismi d’intervento per le malattie età-associate. Vengono studiate la alterazioni graduali di struttura e funzione che caratterizzano il fisiologico invecchiamento e le modalità con le quali tali cambiamenti diventano fattori di rischio per l’insorgenza o per il progredire delle malattie dell’età avanzata. Le attività vengono svolte in modo inter- e multi-disciplinare, integrando lo studio de la genetica, l’immunologia, la nutrigenomica, l’oncologia, la cardiologia, i disordini metabolici, l’endocrinologia, le neuroscienze, ed utilizzando metodologie specifiche ed innovative (come la Piattaforma Affymetrix) nell’ambito della medicina  molecolare, su modelli cellulari e modelli animali.

Per gli studi su modelli animali, l’Istituto è dotato in particolare di un Servizio di Allevamento e Sperimentazione Animale, dove vengono allevati ceppi di topi e ratti convenzionali fino all’invecchiamento e modelli transgenici di invecchiamento oncologici, di senescenza del sistema immunitario e neurologici.

Linea 2.
Prevenzione e trattamento della fragilità: management delle patologie e delle sindromi geriatriche.

Responsabili: Prof Antonio Cherubini, Dr Demetrio Postacchini
Obiettivi

  1. Anziano fragile (identificazione dei fattori predittivi di fragilità e studio della dimensione clinico -epidemiologica delle principali patologie geriatriche, quali ad esempio malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, bronco pneumopatie e tumori)
  2. Le sindromi geriatriche (identificazione dei fattori predittivi e precipitanti, studio della dimensione clinico-epidemiologica, interventi di prevenzione e trattamento)

Descrizione
Il progressivo invecchiamento della popolazione ed il continuo aumento dell’incidenza di fragilità e sindromi geriatriche, che pongono sempre più soggetti a rischio di disabilità, ospedalizzazione e mortalità, con le loro implicazioni sociali ed economiche, impongono che la valutazione del paziente anziano nel suo complesso venga implementata in tutti i setting della rete sanitaria, al fine di identificare precocemente l’anziano fragile e prevenire gli outcomes avversi a cui è destinato.

La fragilità è una sindrome biologica/fisiologica connessa all’invecchiamento, caratterizzata da aumentata vulnerabilità (ridotte riserve funzionali e ridotta resistenza e capacità di rispondere ad eventi stressanti) quale risultato di complesse alterazioni/deficit a carico di multipli sistemi regolatori fisiologici. Ciò pone l’anziano ad elevato rischio di outcomes avversi (cadute, malattie acute, ospedalizzazione, declino funzionale, istituzionalizzazione, morte). L’anziano fragile viene definito come un soggetto di età avanzata o molto avanzata, cronicamente affetto da patologie multiple, con uno stato di salute instabile, frequentemente disabile o a rischio di diventarlo, in cui gli effetti di invecchiamento e malattie sono spesso complicati da problematiche socio-economiche.
Da queste articolate definizioni si intuisce la complessità della patogenesi della fragilità, che chiama in causa molteplici fattori: invecchiamento, predisposizione genetica, comorbilità, disabilità, ridotta performance fisica e sedentarietà (obesità), malnutrizione, basso grado di infiammazione cronica (low-grade inflammation), deficit sottosoglia multisistemici (muscolare, neuro-endocrino ed immunitario), problemi cognitivo-affettivi e sociali (solitudine, povertà).

Il termine “sindromi geriatriche“ è usato per definire quelle condizioni cliniche dell’anziano che sfuggono all’usuale classificazione categoriale delle malattie. Molte delle più comuni condizioni trattate dai geriatri, quali il delirium, le cadute, la fragilità, la dizziness, il rapido declino funzionale (sino alla sindrome da immobilizzazione), la sincope o l’incontinenza urinaria, sono classificate come sindromi geriatriche. Nonostante ciò, il concetto di sindrome geriatrica rimane non ben definito. Sebbene eterogenee, le sindromi geriatriche hanno diverse caratteristiche in comune. Hanno un’elevata prevalenza negli anziani, specialmente se fragili; hanno un impatto sostanziale sulla qualità della vita e sullo sviluppo di disabilità; multipli fattori, spesso subclinici e facenti capo a multipli organi e sistemi, contribuiscono a definirle.

L’attività della linea di ricerca è focalizzata all’approfondimento ed ad una migliore comprensione dei meccanismi sottostanti alla fragilità ed alle sindromi geriatriche (che con la fragilità e tra loro hanno in comune multipli fattori di rischio così come i più importanti outcomes avversi, ovvero disabilità e mortalità), al fine di elaborare strategie e strumenti sempre più efficaci per il loro riconoscimento e per la loro prevenzione, diagnosi e trattamento. Il riconoscimento dell’anziano fragile ed a rischio di disabilità, così come un corretto approccio clinico alle sindromi geriatriche, non può prescindere da studi e valutazioni e approfondimenti su comorbilità, malnutrizione, stato cognitivo, funzionale e performance fisica, e costituisce un atto geriatrico fondamentale per identificare precocemente i soggetti ad elevato rischio di disabilità e/o quelli che, in corso di malattia acuta e/o di riacutizzazione di malattia cronica, andranno incontro ad un decorso complesso e prolungato, in cui il trattamento dovrebbe essere intensivo e multifattoriale.

Linea 3.
Invecchiamento e Farmaci.

Responsabile: Dr Andrea Corsonello
Obiettivi

  1. Farmacoepidemiologia geriatrica (studi osservazionali sull'uso dei farmaci nel paziente anziano in condizioni di real world medicine; valutazione di outcome geriatrici; studi sui criteri di identificazione dei farmaci potenzialmente inappropriati per l'anziano)
  2. Studi clinici controllati (partecipazione a trials clinici controllati per la sperimentazione di protocolli terapeutici innovativi nel trattamento delle patologie ad elevata prevalenza in età geriatrica)
  3. Farmacogenetica (studi sul rapporto tra specifiche variabili genotipiche e risposta a farmaci in pazienti anziani con patologie croniche; studi di safety sul rapporto tra specifiche variabili genotipiche e rischio di eventi avversi)
  4. Farmacologia sperimentale (studi su modelli animali e in vitro per l'individuazione di nuove molecole potenzialmente utili nel trattamento della sepsi)

Descrizione
Nei paesi occidentali circa un quarto della popolazione è costituita da soggetti ultra65enni. Le persone in questa fascia d'età hanno spesso diversi problemi clinici coesistenti e per tale motivo sono costrette ad assumere un numero elevato di farmaci. In tal senso, in Italia si osserva come l’età rappresenta il principale fattore predittivo dell’uso dei farmaci nella popolazione. Infatti, la spesa pro capite di un assistibile di età superiore a 75 anni è di oltre 12 volte superiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni (la differenza diventa di circa 16 volte in termini di dosi) (Rapporto Osmed 2008) e per patologie quali per esempio l’ipertensione e il diabete, si raggiungono livelli di uso e di esposizione vicini al 100% (praticamente l’intera popolazione risulta aver ricevuto almeno una prescrizione nell’anno).
Nonostante tutto ciò, i pazienti anziani continuano ad essere sistematicamente esclusi dai trials clinici randomizzati controllati sui cui si basano gran parte delle raccomandazioni basate sull’evidenza e vi è quindi un basso livello di evidenza e di conoscenza sulla risposta del paziente anziano ai farmaci e, in particolare, ai regimi polifarmacologici. I risultati degli trial clinici vengono spesso applicati alla popolazione anziana senza che tali evidenze abbiano ricevuto una validazione in questa fascia d’età o sulla base di studi su sottogruppi. Inoltre, a causa dell’elevata comorbilità tipica della popolazione anziana, le linee guida basate sull’evidenza relative al trattamento di singole patologie spesso producono in questa popolazione un notevole incremento del numero di farmaci assunti, senza fornire informazione alcuna sui rischi di regimi polifarmacologici a lungo termine. Esiste inoltre la necessità di rivolgere particolare attenzione anche all’individuazione di nuove molecole caratterizzate da un più favorevole rapporto tra efficacia e sicurezza, proprio per venire incontro alle particolari esigenze che il trattamento clinico impone nel paziente anziano.
L’attività della linea di ricerca ha la sua base razionale proprio nella necessità di approfondire le conoscenze e acquisire innovative informazioni sia nel campo della ricerca clinico-epidemiologica, riguardo al corretto uso clinico dei farmaci nella popolazione anziana, che nel campo della ricerca sperimentale, riguardo all’individuazione di nuovi bersagli farmacologici e/o di nuove molecole caratterizzate da profili di efficacia e sicurezza sempre più favorevoli. All’interno di questa area tematica sono stati sviluppati strumenti e tecnologie a supporto dell’organizzazione degli studi, della raccolta dei dati, della loro gestione e valutazione.

Linea 4.
Valutazione multidimensionale e continuità assistenziale.

Responsabili Dr Enrico E. Guffanti
Obiettivi

  1. Valutazione multidimensionale (validazione di strumenti di VMD; impatto dell’utilizzazione degli strumenti di VMD nei diversi setting assistenziali)
  2. Continuità assistenziale (studio dei modelli organizzativi e gestionali e verifica della qualità dei servizi geriatrici intra ed extraospedalieri)
  3. Health Technology Assessment (impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla sanità pubblica e sul sistema di welfare, con particolare focus sulla valutazione economica e dell’appropriatezza dei servizi socio-sanitari).

Descrizione
L’ invecchiamento è fenomeno presente in tutti i Paesi ad elevata industrializzazione e determina problemi sociali prima ancora che sanitari, ma l’Italia è fra i Paesi con la più alta percentuale di anziani – con gli ultrasessantacinquenni che attualmente rappresentano oltre il 20% della popolazione. E tra gli anziani si evidenzia come il 40% sia affetto da almeno una malattia cronica, il 18% abbia limitazioni funzionali nelle attività della vita quotidiana (disabilità), il 68% delle persone con disabilità presenti almeno 3 malattie croniche, l’8% è confinato in casa. Gli ultrasessantacinquenni risultano, quindi, essere i maggiori utilizzatori delle risorse sanitarie; condizione che ha indotto il sistema sanitario italiano, come i sistemi sanitari di quasi tutti i Paesi industrializzati, a un’attenta riflessione circa la necessità di ripensare culturalmente e riconsiderare strutturalmente le prestazioni sanitarie erogabili. La carenza di sistemi organizzativi in grado di fornire risposte a questi bisogni fa sì che l’ospedalizzazione sia il rimedio più utilizzato dai pazienti e dalla loro famiglie. Esistono quindi impellenti e vitali necessità di rivedere l’organizzazione di questi sistemi, costruendo percorsi alternativi in toto o in parte alla ospedalizzazione per tutte le patologie croniche.
Le strategie generali auspicabili per garantire l’uso più razionale delle risorse sono principalmente un migliore governo clinico assistenziale nelle cure intermedie tra Ospedale e Territorio ed un migliore coordinamento e revisione organizzativa, in un contesto in cui si rende necessario il superamento del tradizionale approccio medico, concentrandosi sulla valutazione multidimensionale centrata sulla persona, che consideri la totalità e la complessità del paziente geriatrico, valutandone lo stato cognitivo, la funzione fisica, il tono dell’umore e le condizioni socioeconomiche. Le attivita’ della linea di ricerca sono quindi volte a fornire sia un continuo arricchimento del quadro conoscitivo ed informativo sulle condizioni degli anziani -  ed in questo ambito, il progetto “reportAGE- Osservatorio epidemiologico sulle condizioni di salute della popolazione ultra-sessantacinquenne afferente ai presidi ospedalieri di ricerca dell’INRCA-IRCCS”, rappresenta una valutazione globale che permette di studiare le problematiche dell’anziano cronico, fragile o disabile ed i meccanismi alla base di queste condizioni, contribuendo a migliorare la qualità dell’assistenza nella popolazione anziana – sia a studiare le necessita’ ed i bisogni della popolazione anziana nel suo insieme – lavorando anche per ritardare gli effetti negativi dell’invecchiamento e il decadimento funzionale, favorendo ciò che viene descritto come invecchiamento attivo – sia ad elaborare e valutare modelli e percorsi assistenziali e terapeutici adeguati, controllati e validati e che consentano di individuare l’anziano fragile, per migliorare la qualità della vita, ridurre la disabilità fisica, cognitiva e comportamentale e, al tempo stesso, diminuire i ricoveri o altri interventi sanitari impropri, con una conseguente riduzione della spesa sociosanitaria. In questo ambito assume particolare rilevanza lo sviluppo della tematica dell’Ambient Assisted Living per il mantenimento dell’anziano al proprio domicilio.

Dalla telemedicina alla domotica

Il mantenimento dell’anziano nella sua casa è una condizione insostituibile per una buona qualità di vita, fermo restando la necessità di un nuovo rapporto tra servizi e bisogni soggettivi delle famiglie

Le tecnologie informatiche, telematiche ed elettroniche hanno raggiunto un livello di sviluppo tale da far ipotizzare l’ottenimento di forti benefici con un uso su larga scala di ausili che permettano ad un soggetto non totalmente autosufficiente di 'interagire' a diversi livelli con l'ambiente circostante, cioè di comunicare, di controllare l'ambiente, di potenziare o sostituire funzioni motorie, cognitive e sensoriali, nella vita quotidiana, etc.

Tali tecnologie possono costituire un’importante risorsa per il miglioramento della qualità della vita anche per gli anziani, con forti vantaggi sul piano dell'autonomia e dell'integrazione sociale.

L’utilizzo di tecnologie ICT deve risultare adeguato alle esigenze ed alle aspettative dell’utente, in modo che questi ne tragga vantaggio nello svolgimento delle attività quotidiane nel proprio domicilio, fruendo di spazi abitativi tecnologicamente assistiti progettati secondo i paradigmi dello User Centred Design che pone al centro l’utente ed i suoi bisogni.

L’esperienza dell’INRCA in questo settore si è sviluppata in passato secondo due direttrici principali

  • La partecipazione a progetti di ricerca soprattutto Europei, anche con il ruolo di coordinamento, nel settore delle tecnologie assistive. L’ambito principale in cui si è sviluppato questo filone di ricerca è quello sociale con particolare attenzione al tema dell’accettazione della tecnologia da parte dei soggetti anziani.
  • L’avvio, in un certo senso pionieristico, di progetti di Telemedicina nelle strutture di Ancona e Casatenovo.

La telemedicina, applicata all’anziano, concentra la sua attenzione sulla cura a domicilio di una patologia acuta o alla gestione di una patologia affrontando solo uno degli aspetti dell’invecchiamento. L’utilizzo di tecnologie integrate nell’abitazione secondo i paradigmi dell’“ambient intelligence” opportunamente abbinati e finalizzati alle esigenze specifiche degli utenti, possono costituire un mezzo per fornire un supporto alle azioni quotidiane ed aumentare il livello di indipendenza.

Le aree d'intervento, dipendenti dalle effettive condizioni di salute dell'anziano e quindi dalle sue specifiche necessità, possono riguardare:

  • un maggiore e più facile controllo delle applicazioni domestiche sia dall'interno che dall'esterno della casa,
  • un aumento delle comunicazioni con l'esterno permettendo l'accesso a servizi centralizzati di fornitori diversi,
  • la condivisione di applicazioni semplificandone la gestione e realizzando nello stesso tempo dei risparmi,

In questo modo si raggiungono obietti che riguardano:

  • Aumento della Sicurezza anche attraverso la possibilità di supervisione e controllo remoto della casa
  • Supporto nella attività quotidiane per una maggiore indipendenza ed autonomia
  • Maggior Benessere e Comfort per una migliore qualità della vita
  • Accesso a servizi esterni connettendo il sistema casa alla rete dei servizi
  • Aumento dell’inclusione sociale favorendo e semplificando le comunicazioni e l’interazione
  • Prevenzione della disabilità attraverso il monitoraggio di parametri di vitali ed il controllo delle attività
  • Risparmio energetico, con un controllo delle risorse energetiche, automatizzato e “intelligente”

Il concetto trainante su cui si stanno sviluppando i nuovi progetti è quello di un idea di casa intelligente pensata non specificatamente per l’anziano ma progettata con criteri di funzionalità ed accessibilità che fanno in modo che sia adatta alle esigenze di tutte le fasi della vita implementando il concetto di “Lifetime Home”

Una casa in cui le tecnologie assistive si integrano con le tecnologie domotiche e con gli “smart object” presenti all’interno della casa e tutte le informazioni raccolte concorrono ad elaborare pattern di comportamento ottendo un sistema che anticipa e risponde ai bisogni degli occupanti, lavorando per promuovere il loro confort, la comodità e la sicurezza attraverso la gestione della tecnologia sia all’interno della casa che in connessione con il mondo esterno.