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STORIA DELL' ISTITUTO

Storia

L’origine dell’Inrca può essere fatta risalire al 1844, anno nel quale è stato istituito ad Ancona l’Ospizio dei Poveri per iniziativa della Congregazione dei Mercanti e degli Artisti con scopi di assistenza e beneficenza, nell’ambito del vecchio ospedale della SS. Trinità e S.Anna, situato nei locali del Convento di S.Francesco alle scale.

Il 10 marzo 1871 Vittorio Emanuele II Legalizza l’Ospizio dei poveri vecchi.
Nel 1881, a seguito di una donazione della Provincia di Ancona, l’Istituto diveniva pubblico ed assumeva la denominazione di “Ospizio dei Poveri Vecchi e di Mendicità Vittorio Emmanuele II (V.E II)”.
Negli anni intorno al 1920 l’Opera Pia Ospizio di Ancona veniva trasferita fuori città, nella località delle Grazie, presso la Villa Persichetti, in ambienti adeguati per ospitare anziani soli, indigenti, ma anche convalescenti e, spesso, malati cronici con disabilità invalidanti.
Nel corso degli anni l’Ospizio si era progressivamente trasformato in un vero Gerontocomio, adeguato ai tempi, con un ampio sviluppo dell’ assistenza socio-sanitaria (medici ed infermieri).

Con DPR del 26/8/1961, l’Opera Pia Ospizio dei Poveri Vecchi e di Mendicità V.E.II, grazie ai suoi livelli organizzativi assistenziali, veniva denominata Istituto di Riposo e Cura per Anziani (IRCA) e, quindi, nel 1963, gli veniva riconosciuto il suo carattere nazionale (INRCA) e, successivamente (1968), definito quale “Istituto di Ricerca a carattere scientifico (IRCCS)“, specializzato sui problemi degli Anziani, l’unico in Italia. Tale riconoscimento è stato riconfermato, dagli organi competenti, negli anni successivi fino allo stato attuale.

Tali riconoscimenti negli anni, sotto il profilo giuridico e scientifico, sono derivati dall’impegno dimostrato dall’INRCA nelle sue attività assistenziali e di ricerca nel settore geriatrico e gerontologico.
Dall’Ospizio dei Poveri di Ancona, l’INRCA si è progressivamente esteso sul territorio nazionale, realizzando, in diverse Regioni d’ Italia, strutture assistenziali e di ricerca all’ avanguardia sui problemi della salute e socio-economici degli anziani. Non solo, in base alla propria esperienza accumulata negli anni, ha cercato di diffondere, nelle diverse parti d’ Italia ove presente, dei modelli e dei protocolli assistenziali comuni per gli anziani “fragili”; ha raccolto, poi, e verificato i risultati degli studi praticati nella finalità di rendere sempre più manifesta,e rigorosamente scientifica,“la medicina dell’evidenza”nel settore della geriatria.

Un grande merito dell’INRCA è stato quello di aver contributo allo sviluppo di una “cultura” sull’invecchiamento della popolazione attraverso i propri studi sugli aspetti demografici ed epidemiologici delle persone che invecchiano, della loro qualità della vita, delle loro malattie età correlate, delle loro cure, prevenzione e riabilitazione, dei meccanismi fisio-patologici sottesi alla vecchiaia, della farmacovigilanza geriatrica, della cronicità e delle invalidità più frequenti negli anziani .
Particolare importanza gli studi dell’INRCA su i rapporti tra senescenza e cellule staminali, genetica, infiammazione, medicina molecolare. In altri termini, un interesse di ricerca scientifica, con finalità pratiche, per tutti i problemi del complesso fenomeno invecchiamento-disabilità.

Il grande merito dell’INRCA è stato quello di aver dimostrato che gli anziani rappresentano si un problema che deve essere affrontato realizzando un’adeguata rete di servizi socio-sanitari appropriati che assicurino una continuità assistenziale, ma contemporaneamente essi sono da considerarsi una grossa risorsa da valorizzare opportunamente trasformando la terza età in una vera longevità attiva, utile per sè stessa come qualità della vita e per tanti altri (famiglia, comunità) ai fini sociali ed economici. Da una recente indagine, l’11% del volontariato è rappresentato da anziani fra i 65-75 anni.
L’invecchiamento è uno dei problemi del momento e del futuro più importanti sotto l’aspetto sanitario e socio-economico per cui è indispensabile prestargli il dovuto interesse per programmare dei piani di investimento strutturali,organizzativi e formativi adeguati ( welfare, lavoro, pensioni, abitazioni, trasporti, ecc.). L’INRCA, in passato come Istituto scientifico per gli anziani, tanto più in futuro come Agenzia Nazionale dell’invecchiamento, può rappresentare lo strumento idoneo del Governo e delle Regioni attraverso il quale redigere periodicamente un piano di sviluppo di una politica in favore delle persone che invecchiano.